Il Cielo Su Roma Accordi - George Jones

Accordi di Il Cielo Su Roma (George Jones), impara gratis a suonare lo spartito

Suonata 6 Volte


Non abbiamo ancora gli accordi per questa canzone, ma stiamo provvedendo a recuperarli!


Esco di casa e ci sto dentro, la mia città grande quanto grande il mondo, a volte mi ci perdo non la conosco fino in fondo eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un
vanto, riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi, troppi pezzi troppi palazzi, mille facce, mille storie, mille volti hai giurato ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi se lo perde per la
strada ma Roma se ne frega in cambio dalla notte che ti invita fredda che quel freddo ti rimane a volte così calda che quel freddo te lo fa scordare, così viziata e vissuta nello stesso tempo
insegna quante volte c'hai da esse svelto troppe volte ha visto l'amore fasse rosso su una lama de cortello ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant'è bello, viettelo a vedè dall'alto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.

È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle solo le mejo che dà
È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

Nato in mezzo al fiume della mia città nel cuore della mia città chi nasce qua qua ci resta, la gente vive nel posto nel quale abito intorno a me ma non ne vive neanche un attimo, n'adà passà d'acqua sotto sti ponti prima che si risolvano e ritornino i conti quante ne ho viste vissute o ne ho fatte sotto questo cielo giorno e notte, l'ho attraversata col motorino da parte a parte o in metropolitana sotto il suolo sottostante, la sua forma è la mia forma, la Roma di chi se ne va ma che tanto poi ritorna, tanti scenari da film per chi si ama, quante fontane per bere in
ogni angolo di Roma, negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci aveva messo il centoquaranta, i ciaetti che facevano una piotta e trenta e storie del genere le cose
grosse più le piccole per crescere, in mezzo a questo sotto questo cielo vivo ed un motivo ce sta se lo scrivo.

È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle solo le mejo che dà
È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti, le borgate, la periferia, i palazzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi, nei cortili qualcuno sta vendendo qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto, più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo, la Roma dei romani de Roma, de chi la vede pe la prima e ce se innamora, la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega, il fronte, i fasci, il forte, gli autonomi, le situazioni brutte di notte, stazione termini, il bionno tevere, il cielo sopra Roma che non smette mai de vivere.

È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle solo le mejo che dà
È nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
È nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

, Inserita il 2019-05-14

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